Perfect Roman

Da tempo desideravo costruire il mio super personalissimo carattere tipografico ispirato allo stile lapidario in uso nell’antica Roma.
Così ho finalmente intrapreso il percorso che mi ha portato all’umile risultato che trovate su MyFonts.

Confronto del carattere con l’iscrizione conservata nel Museo Archeologico di Padova e dedicata a Tito Iestino Augurino. Le proporzioni sono coerenti

Per plasmarne l’aspetto ho vagliato centinaia di disegni, dalle reinterpretazioni moderne alle iscrizioni originali dell’epoca, cercando di riportare alla luce le idee alla base della costruzione del lapidario romano.

Disegno della lettera A con le correzioni ottiche

Naturalmente non esiste un unico “alfabeto romano”: le iscrizioni cambiano a seconda del luogo, dell’epoca e persino da una riga all’altra. Dietro questa osservazione, però, emergono proporzioni ricorrenti, rapporti armonici e soluzioni formali che conferiscono alle lettere quella solidità e quell’eleganza senza tempo che ancora oggi percepiamo come armoniose.

L’obiettivo, quindi, non è stato quello di riprodurre fedelmente una singola iscrizione, ma cercare di ricostruire quello spirito progettuale: un carattere che fosse credibile dal punto di vista storico, senza rinunciare alla leggibilità e alla versatilità richieste da un font contemporaneo.

Ne è nato un disegno che non vuole essere una copia del passato, ma un dialogo con esso: un tentativo di reinterpretare le capitali lapidarie romane attraverso gli strumenti e le esigenze della tipografia digitale.

Un esempio di testo

Ogni glifo doveva evitare interpretazioni personali e soluzioni compositive tipicamente moderne, cercando invece di apparire come la naturale evoluzione dei disegni originali dell’epoca. Molte delle forme sono nate dal confronto fra iscrizioni provenienti da epoche e aree diverse dell’Impero. In alcuni casi è stato necessario ricostruire lettere lacunose o dedurre la logica costruttiva di glifi documentati solo in pochi esemplari. Si pensi ad esempio ai numeri moderni, ai simboli di valuta oppure alle lettere non appartenenti all’alfabeto latino, come la J, la K, la U, la Eszett, la Eth.

Le diverse varianti del font

Il progetto è stato infine esteso anche all’alfabeto greco, applicando gli stessi principi costruttivi per ottenere un insieme coerente con le capitali latine.

Le lettere romane, incise nella pietra, hanno attraversato duemila anni. Questo progetto è il mio modo di far continuare il loro viaggio nel mondo della tipografia digitale.

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